Premiati dell'edizione 2008 del Premio Saint-Vincent Giornalismo

In occasione dei 60 Anni del Premio, i suoi Promotori, la Regione Autonoma Valle d’Aosta, l’Ordine dei Giornalisti, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e il Casino de la Vallée intendono festeggiare la prestigiosa ricorrenza organizzando un’edizione speciale della manifestazione.

Il Premio si svolgerà venerdì 16 ottobre 2009 a Roma con il seguente programma:

  • Ore 11 presso il Quirinale cerimonia relativa la giornata dell'Informazione dedicata al Premio Saint-Vincent di Giornalismo alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano
  • Ore 13 cerimonia di consegna delle Grolle d'Oro ai vincitori presso il Museo di San Giovanni dei Fiorentini

PREMIATI:

  • sen. Giulio Andreotti
  • on. Pietro Ingrao
  • Tony Capuozzo
  • Emilio Carelli
  • Paolo Rumiz
  • Claudio Pagliara
  • Rosaria Capacchione
  • Fiorenza Sarzanini
  • Olivo De Leon
  • Maurice Le Moine, capo redattore centrale de Le Monde Diplomatique


Il Vincitore del Premio per la Comunicazione

(Regione Autonoma Valle d'Aosta):
  • Massimo Gramellini

Giulio Andreotti e Pietro Ingrao, giovani giornalisti formatisi alla professione attraverso la scrittura messa a disposizione degli strumenti possibili per la conoscenza dei fatti, per la circolazione delle idee e delle opinioni più diverse, quando le tante barriere della dittatura fascista lo impedivano e nella stagione dell’entusiasmo e della battaglia per la definitiva riconquista della libertà: direttore di Azione Fucina, il senatore Andreotti, giornalista redattore dell’Unità clandestina dal ’43 l’onorevole Ingrao. Dalla professione all’impegno civile e politico: passo breve ma legame sempre vivo con l’attività originaria e la sua cultura, fatta di formazioni diverse, eppure elemento vitale di un senso comune di rispetto per i principi costituenti della convivenza civile in un Paese democratico.

Giovani membri del Parlamento, rappresentanti politici di formazioni opposte, hanno vissuto una straordinaria stagione, sin dalla elaborazione della Carta Costituzionale (Andreotti) e vissuto, incessantemente, dall’entrata in vigore della Costituzione (1948, prima elezione dell’onorevole Ingrao in Parlamento), tutti i passaggi dell’evoluzione democratica del Paese: le fasi della ricostruzione, le dure stagioni di contrapposizione politica e ideologica, sempre nel rispetto di principi costituzionali e dei valori del confronto istituzionale e democratico, della legittimazione e del rispetto del pluralismo delle voci.

Ancora giornalisti a pieno tempo, in uno con l’attività politica, sono stati protagonisti non solo dell’attività delle proprie testate giornalistiche di origine e di riferimento ma anche della ricostituzione della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, attivi partecipanti al primo congresso dopo la sconfitta del fascismo, ottobre 1946 a Palermo. Andreotti era già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con l’onorevole Alcide De Gasperi; Ingrao, direttore dell’Unità dall’anno successivo, era delegato sindacale e futuro amministratore dell’Istituto di Previdenza della categoria.

Dell’articolo 21 della Costituzione, della libertà di stampa e di espressione, Andreotti e Ingrao, sono stati interpreti e protagonisti permanenti.

La politica li ha visti spesso su posizioni opposte e anche di contrasto, ma l’adesione piena e profonda, mai messa in dubbio, alla Carta Costituzionale ha consentito che due uomini, di cultura e formazione diversa, non solo convivessero nella dialettica pubblica ma cooperassero nello stesso tempo alla vitalità e alla saldezza delle istituzioni democratiche, testimoni e protagonisti della vita del Paese, trovandosi ad essere l’uno, Andreotti, cattolico, democristiano, Presidente del Consiglio dei Ministri, l’altro, Ingrao, laico, comunista, Presidente della Camera dei Deputati.

L’amore e il rispetto per i giornalisti e per il loro lavoro, per l’informazione, quale diritto dei cittadini a conoscere e a considerare questa pilastro essenziale della libertà, della libertà di ogni cittadino, sono oggi esempi di valore assoluto, che nessuna stagione e nessuna temperie logora e che meritano il riconoscimento più alto e l’attenzione più profonda anche dei giovani e dei protagonisti di oggi.

Al Senatore Andreotti e all’Onorevole Ingrao, la giuria, all’unanimità, ha assegnato, il più alto riconoscimento del premio di Saint-Vincent di giornalismo per il prestigio arrecato alla categoria e al decoro della vita Repubblicana, il premio Saint-Vincent di giornalismo 60 anni, simbolicamente espressivo del 60° dall’entrata in vigore della Costituzione.

Tony Capuozzo

Inviato speciale nelle terre “calde” del mondo: con completezza, professionalità ed equilibrio, ha raccontato le vicende e le tragedie delle popolazioni in guerra del Kossovo, Iraq, Afghanistan. Esempio di professionalità e di trasparenza.

Emilio Carelli

“Costruttore” di un telegiornale che si è imposto all’attenzione del mondo dell’informazione per serietà, completezza, trasparenza e tempestività. I reportage e gli approfondimenti che Sky News propone sono un punto di riferimento per la credibilità che rappresentano.

Paolo Rumiz

I suoi reportages sono degli affreschi che descrivono fatti ed episodi; disegnano il contesto della società in cui si sviluppano; tentano di individuare prospettive e soluzioni. Che si occupi della tragedia dei Balcani, delle questioni di Trieste o delle problematiche internazionali non concede nulla alla retorica e non risulta mai banale. I suoi articoli rappresentano un’opportunità di approfondimento e di riflessione.

Claudio Pagliara

Corrispondente da Gerusalemme - una delle zone più tribolate e infelici - si è segnalato per il rigore con cui ha dato conto delle posizioni contrapposte di palestinesi e israeliani, utilizzando un linguaggio senza enfasi, con il riguardo e il rispetto dovuto a chiunque proponga onestamente le proprie ragioni.

Rosaria Capacchione

Esempio di giornalismo civile, impegnato e rigoroso. Con i suoi articoli ha denunciato i pericoli e le infiltrazioni della camorra nell’economia e nella pubblica amministrazione al punto da diventare un bersaglio della grande criminalità. Il suo lavoro professionale – coraggioso e senza paura , pur da una redazione periferica – l’ha esposta al rischio di rappresaglia delle bande mafiose e costretta a una vita blindata, sotto scorta.

Fiorenza Sarzanini

Inviato di cronaca giudiziaria, è stata “firma” autorevole delle più significative inchieste maturate nelle Procure della Repubblica di mezza Italia. Tempestiva nel raccogliere gli elementi dei fatti che andavano sviluppandosi, rigorosa nel controllo delle fonti di informazione, rispettosa dei protagonisti degli episodi di cui dava conto che hanno meritato la sua attenzione ancorché responsabili di delitti a volte assolutamente disdicevoli ed efferati.


Olivo De Leon

Giornalista di punta della Repubblica Dominicana, in un contesto come quello su-Americano dove la libertà e la libertà di stampa sono ancora una frontiera da conquistare a da difendere. Si è segnalato per il suo impegno professionale e per il lavoro sindacale a tutela dei colleghi più deboli, denunciando senza reticenza, inadempienze, violazioni, intimidazioni, censure.

Maurice Le Moine

Redattore capo centrale di “Le Monde Diplomatique”, testata che si è giustamente conquistata la fama di giornale attento alle questioni internazionali di tutto il mondo, comprese terre quasi sconosciute dove si sviluppano conflitti che risulterebbero del tutto ignoti. Il maggiore interesse è rivolto alle questioni dell’Africa dilaniata da contenziosi tribali che la dissanguano e ne compromettono lo sviluppo. Nel tempo della globalizzazione dove sembra che tutto si sappia e tutto si comunichi solo l’impegno di un giornale francese consente di rendersi conto di quanta violenza e di quale vastità di problemi esistano ancora a poche ore di volo aereo da noi.

Massimo Gramellini

GROLLA D’ORO ALLA COMUNICAZIONE - Vice direttore de La Stampa, autore e inventore della celebre rubrica “Buongiorno”. Il suo è un giornalismo pungente, ironico, aggressivo, schietto e diretto.


Il Pennino d’Oro – assegnata dall’Ordine dei Giornalisti Valdostani

(Premio alla memoria)

Mario Pogliotti = Giornalista poliedrico, capace di seguire il filo dell’espressione linguistica attraverso esperienze musicali e teatrali, traendo giovamento nella professione da questa contaminazione di stili, trasformando quegli interessi in un arricchimento professionale capace anche di rafforzare la propria integrità morale.


La Targa d’Argento – assegnata dall’Associazione Stampa Valdostana

Livio Forma – Giornalista Rai, radiocronista e inconfondibile voce di Tutto il Calcio Minuto per Minuto che da trent’anni regala emozioni agli italiani i principali avvenimenti sportivi nazionali e internazionali con stile e sobrietà.


 

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